Oggi esistono computer tascabili, con caratteristiche stupefacenti, memorie pazzesche, schede grafiche sorprendenti, eppure non è stato sempre così, basta leggere questo breve articolo per capire quanti passi, e che passi, sono stati compiuti dagli inizi ad oggi. Il primo vero calcolatore elettronico venne costruito nel 1946, presso l’Università della Pennsylvania quando fu possibile introdurre, all’interno dell’Elaboratore, circuiti elettronici sostituendo gli organi elettromagnetici.

Artefici di questo lavoro furono J. W. Mauchly e J. P. Exckert mentre ENIAC fu il nome scelto per indicarlo. In realtà, ENIAC è una sigla che sta per Electronic Numerical Integrator And Computer; questo calcolatore occupava una superficie di 180 mq e pesava oltre 30 tonnellate.

Le operazioni che poteva eseguire si limitavano al calcolo della somma, del prodotto, della differenza, della divisione, al riconoscimento del segno di un numero, al confronto tra numeri, all’esecuzione delle radici quadrate. Ovviamente, i tempi richiesti per la programmazione erano piuttosto lunghi e la quantità di memoria utilizzata era riduttiva, inoltre, assorbiva molta energia elettrica, tanto è vero che alla prima messa in funzione, causò un black out nel quartiere di Filadelfia ovest.

Tre anni più tardi, nel 1949, all’Università di Cambridge, venne costruito un altro calcolatore al quale fu dato il nome di EDSAC, anche questa è una sigla che sta per Electronic Delay Storage Automatic Calculator; questo secondo calcolatore occupava una superficie inferiore al precedente, 20 mq. Entrambi i calcolatori segnano una vera e propria svolta in quanto sono le prime macchine a programma memorizzato, infatti, i dati vengono elaborati sulla base di un trattamento logico oltre che aritmetico. Ebbe così inizio quella che è stata definita la “Prima Generazione” di calcolatori la cui caratteristica principale sono i circuiti elettronici costituiti da valvole e da una scheda a banda perforata non soltanto per l’ingresso ma anche per la memorizzazione dei dati.

Il linguaggio adoperato è ancora un linguaggio macchina.

La “Seconda Generazione” di elaboratori elettronici nasce verso la fine degli anni ’50 e viene caratterizzata per l’introduzione del transistor in sostituzione della valvola e per l’utilizzo di dischi a nastri magnetici come supporto alla memorizzazione dei dati.

La “Terza Generazione” si ebbe verso la fine degli anni ’60 in seguito all’avvento dei circuiti integrati che consentono di ottenere una velocità di elaborazione notevolmente superiore rispetto a quelli passati.

In questo periodo, si assiste ad un grande sviluppo della programmazone anche grazie all’adozione di linguaggi sempre più evoluti e sofisticati.

Negli ultimi anni, i calcolatori elettronici hanno subìto un notevole progresso e questo progresso è dipeso principalmente da tre fattori:

1) miniaturizzazione dei componenti elettronici;

2) riduzione dei prezzi deic componenti elettronici;

3) maggiore facilità di utilizzo a fronte di programmi ed interfacce, per così dire, amichevoli.

Attualmente, siamo arrivati alla “Quinta Generazione” di computer, quella delle macchine multimediali.


Print Friendly

Articoli collegati:

Lascia un Commento